Mentre Kiev continua a rafforzare legami col Golfo a scapito di Mosca

Milano, 10 apr. (askanews) – Nelle immagini, i vigili del fuoco ucraini a Sumy e Odessa spegnono le fiamme provocate da attacchi notturni con droni Shahed. Il Cremlino ha annunciato una tregua per la Pasqua ortodossa – definita una misura umanitaria temporanea – e ha poi invocato un accordo di pace permanente, evitando un vero cessate il fuoco. Per l’Ucraina, è una tattica dilatoria, non solo per il presidente Volodymyr Zelensky.

Un residente di Kiev, Dmytro Sova, 42 anni, ne ha passati quattro sotto le bombe: “Fatela la tregua, se volete! Noi ricambieremo, siamo un Paese che si difende. Firmate il cessate il fuoco e poi ci penseremo. Ma i russi non rispettano gli impegni: anche oggi, venerdì, droni Shahed volano verso l’Ucraina. Forza, iniziate! Solo a Pasqua un cessate il fuoco immediato? Cristo è risorto e un cessate il fuoco? Non so quanto vogliano farlo”.

In queste inquadrature la discesa di Sant’Andrea a Kiev, storica strada acciottolata, spesso definita la “Montmartre di Kiev”, che collega la città alta al quartiere commerciale di Podil. Spettacolare la vista sulla chiesa barocca mentre suona la sirena antiaerea. Una innegabile metafora dell’inevitabile scetticismo dopo ormai anni e anni di bombardamenti russi.