C’è un libro, uscito proprio ora, che ha il pregio raro di non urlare. Si intitola “Estremi – Il mondo in bilico tra caos e polarizzazione” e l’ha scritto Gianluca Ansalone, uno che di estremi se ne intende: ha passato la vita tra Palazzo Chigi, Quirinale e Copasir, ha insegnato geopolitica ai carabinieri e ai ragazzi del Campus Biomedico, e invece di fare il professorone da talk-show continua a ragionare come uno che ha visto i dossier veri, non i tweet.
Il progetto
Il concetto è semplice e spaventoso: viviamo in un’epoca in cui tutto si è spinto ai bordi. La politica non è più confronto, è trincea. L’economia non è più mercato, è guerra di dazi e sussidi. Il clima non è più un problema, è un’apocalisse che però nessuno vuole pagare. Le migrazioni non sono più spostamenti di popoli, sono flussi che dividono gli elettorati come una lama.
Perfino lo sport – sì, anche il calcio, anche la Formula 1 – è diventato l’arena dove si scontrano le bandiere, le identità, i soldi di mezzo mondo contro i soldi dell’altro mezzo mondo. E in mezzo, schiacciato come una zanzara sul parabrezza, il povero centro: quella cosa noiosa fatta di compromessi, buonsenso e regole che una volta si chiamava “governo”.






