Come un concerto, più di un concerto. Non c’è band migliore dei Queen per essere rappresentata in un musical. Nel caso di We Will Rock You, un vero cult del teatro musicale contemporaneo, in scena da oltre vent’anni dal West End londinese ai palchi di tutto il mondo con 20 milioni di spettatori totalizzati in 28 Paesi diversi. Da ieri e fino al 19 aprile è in cartellone con un cast e una versione rinnovata al Teatro Nazionale di Milano, per l’ultima tappa di una tournée salpata a metà dicembre.
Diretto da Michaela Berlini e scritto dal drammaturgo londinese Ben Elton in collaborazione con Brian May e Roger Taylor – i sopravvissuti componenti del leggendario gruppo inglese –, il musical è un inno alla musica come forza rivoluzionaria, capace di aprire la strada a un futuro più umano e autentico.
La trama racconta infatti la storia di un gruppo di ribelli (i Bohemians) che in un futuro distopico dove l’omologazione, la tecnologia, le multinazionali e i social hanno soffocato ogni forma di creatività, lottano per riportare in vita il rock’n’roll e la libertà di espressione. E ovviamente lo fanno al grido di We Will Rock You e delle altre immortali canzoni dei Queen, cantate in lingua originale e suonate dal vivo da una band di musicisti formidabili.






