Il nuovo dissing del mondo del pallone ha per protagonista Daniele Adani, ormai talent di punta di Raisport, Radio Deejay e di Viva El Futbol, e Luigi Cagni, decano tra gli allenatori della Serie A, a cavallo tra gli anni Novanta e i Duemila. Adani, che ha avuto Cagni come allenatore a Empoli tra il 2006 e il 2008, durante una delle ultime dirette con i suoi sodali Ventola e Cassano ha usato il nome del suo vecchio allenatore in maniera denigratoria, per additarlo come simbolo di una categoria di allenatori superati. Perché tanto astio?
La vicenda è lunga nel tempo e parte sicuramente da rapporti di campo all’epoca empolese e poi dal fastidio provato dall’ex-difensore nel sentire una vecchia dichiarazione di Cagni sul suo talento di opinionista. Cagni disse: "Lo dico con sincerità, quando c'è lui a commentare le partite tolgo il volume. Cerca di fare il protagonista, ma non è preparato, sulla sua lavagna fa vedere delle cose che non sono realizzabili".
Adani ha atteso, silente, e poi ha piazzato la stoccata all’indomani della sconfitta dell’Italia contro la Bosnia ai rigori, con conseguente eliminazione dai mondiali. Per commentare il livello degli allenatori italiani, ancorati a vecchi sistemi, Adani ha sentenziato: “Oggi, mi dispiace dirvelo, ma ci sono ancora tanti Cagni, tanti allenatori come Cagni".









