Governo e magistratura si avvicinano alla prova del nove sul dialogo, dopo gli annunci di distensione post referendum.

A creare la prima occasione è l'Anm, che chiede all'Esecutivo e al Parlamento di "sospendere subito l'entrata in vigore" del cosiddetto 'gip collegiale', ovvero una norma specifica prevista dalle legge Nordio, approvata nel 2024. E il governo risponde con un segnale di apertura, annunciando un incontro per affrontare il problema.

Oltre ad abrogare il reato di abuso di ufficio, quel provvedimento passato al vaglio delle Camere già due anni fa introduce la regola secondo cui - nell'ambito delle indagini preliminari - dovranno esserci più giudici, quindi una composizione collegiale, a lavorare per la decisione sulle richieste di custodia cautelare in carcere o misure detentive provvisorie. Si tratta di una misura garantista, all'epoca fortemente voluta da Forza Italia e ora pronta a diventare operativa dal prossimo 24 agosto, che però preoccupa le toghe perché - dicono - rischia di "paralizzare il lavoro dei tribunali italiani". Secondo l'Anm mancano infatti i magistrati per coprire una così vasta richiesta di giudici, perciò quella norma va bloccata almeno "fino al necessario adeguamento delle piante organiche" perché altrimenti il pericolo è che "altri settori restino scoperti".