Nella famiglia Trump, anche le storie d’amore possono diventare un affare politico. A riaprire il capitolo è Chris Christie, che racconta un retroscena poco romantico: quando Ivanka Trump decise di stare con Jared Kushner, suo padre Donald Trump non la prese esattamente come una questione privata. Secondo l’ex governatore, all’epoca procuratore federale, Trump gli avrebbe chiesto di trovare materiale compromettente su Kushner. Non per un’indagine ufficiale, ma per uso personale. L’obiettivo era chiaro e dichiarato: “Così posso farli lasciare”.
Un approccio diretto, quasi aziendale: se qualcosa non funziona, si cerca una leva per cambiarlo. Anche quando si tratta della relazione della propria figlia. Il punto, però, è che Kushner non arrivava da una famiglia qualunque. Il padre, Charles Kushner, era già stato al centro di uno dei casi più controversi seguiti dallo stesso Chris Christie quando era procuratore federale. La descrizione che ne dà è netta: “Uno dei crimini più ripugnanti e disgustosi” della sua carriera. Per intimidire il cognato, sospettato di collaborare con le autorità, Kushner fece sedurre l’uomo da una prostituta, fece riprendere l’incontro di nascosto e inviò poi il video alla sorella. Un episodio che racconta da solo il livello dello scontro familiare e che inevitabilmente pesava anche sulla percezione pubblica della famiglia.






