Meta ha cominciato a rimuovere da Facebook e Instagram le pubblicità usate dagli studi legali per reclutare querelanti nelle cause sulla salute mentale dei minori.
Lo ha rivelato Axios, a pochi giorni da una storica condanna in California che ha aperto un nuovo fronte nello scontro tra Big Tech e sistema giudiziario americano.
Dopo il verdetto di Los Angeles
Alla fine di marzo una giuria di Los Angeles ha ritenuto Meta e YouTube responsabili dei gravi danni psicologici subiti da una ragazza oggi diciannovenne, che ha sviluppato depressione e tendenze suicide in seguito a un'adolescenza segnata da un uso compulsivo delle piattaforme iniziato da bambina.
La corte ha stabilito un risarcimento da 6 milioni di dollari. Una cifra significativa, ma soprattutto simbolica: per la prima volta, un tribunale ha sancito che le aziende tecnologiche possono essere perseguite per la progettazione dei propri prodotti.







