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10 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 14:31

Mercoledì 8 aprile Israele ha violato ancora una volta gli accordi di tregua bombardando pesantemente il Libano, con 150 attacchi in due ore, causando più di 254 morti e oltre 1.165 feriti. Nello stesso contesto, ha ucciso tre giornalisti, due libanesi e uno palestinese. Non è un dettaglio dentro la strage, come invece lo ha raccontato gran parte dei media tradizionali. È la strage che, intenzionalmente, prende di mira anche chi la racconta.

Durante un bombardamento che ha colpito la sua auto, è stato assassinato il corrispondente di Al Jazeera Mubasher, Mohammed Wishah, mentre percorreva al-Rashid Street, la strada costiera a ovest di Gaza City. Stava riportando al mondo il genocidio in corso ed è stato ucciso per questo. Nello stesso giorno, Ghada Dayekh, presentatrice e reporter libanese della radio Sawt Al-Farah, è stata uccisa in un attacco israeliano che ha colpito il suo appartamento, distruggendolo completamente, nella città libanese di Tiro. Stava riportando l’ennesimo tentativo israeliano di spezzare la resistenza libanese, ed è stata uccisa per questo. Sempre in Libano, Suzan Khalil, giornalista e presentatrice del canale televisivo Al-Manar TV e della radio Al-Nour Radio, è stata uccisa in un attacco israeliano nel villaggio di Kaifoun, nel governatorato del Monte Libano. Stava parlando della vita libanese che continua con grande dignità nonostante Israele stia provando a distruggerla, ed è stata uccisa per questo.