ALTO ADIGE - "Possiamo anche frazionare la spedizione". Risposta: "Direi che sarebbe meglio così, in modo che passi inosservata" e un emoji 'occhiolino'. Sono solo alcuni dei passaggi resi noti dal Dipartimento di Giustizia statunitense dopo l'arresto del commerciante d'armi altoatesino Manfred Gruber. Il 61enne è attualmente detenuto in un carcere federale a New York con l'accusa di esportazione illegale di munizioni di fabbricazione americana alla Russia.

Inevitabili, secondo le autorità statunitensi, gli indizi contro Gruber. Particolari della intercettazioni che sono stati resi noti dal Dipartimento di Giustizia su sito web e social: «Circa 100.000 (proiettili della Compagnia Usa-1). Che tempi di consegna abbiamo»?, chiede il contatto, socio del 61enne. Gruber risponde con tre faccine: «Mi daranno una risposta tra pochi giorni... devi consegnare loro tutto in una volta? Lo chiedo per via della possibile destinazione... Hanno beccato il distributore sloveno della (Compagnia Usa-1) che aveva triangolato con la Russia... Fbi International». Il contatto risponde: «No, questa richiesta viene da un cliente armeno. Possiamo anche frazionare la spedizione». A questo punto Gruber conferma la strategia della partizione per eludere i controlli ed evitare di attirare l'attenzione.