Quando i politici vogliono vincere le elezioni ma hanno pochi argomenti, si aggrappano alla sanità come a un’autoambulanza, sperando che li porti a destinazione. In Italia la sanità per definizione non funziona, attaccarla è una sorta di flebo per il candidato senza idee, perché tutti noi, quando siamo malati o abbiamo bisogno, siamo fragili, vulnerabili, talvolta irrazionali.
Posto che il diritto alla salute è stabilito dalla Costituzione, per valutare quanto le lagnanze della politica siano propaganda e quanto invece si basino sulla realtà, passiamo a qualche dato pratico. La sanità pubblica si paga con i soldi. L’Italia, se si escludono il Principato di Monaco, San Marino e un altro paio di staterelli plutocratici, è tra le cinque nazioni al mondo dove si vive di più. In Europa siamo secondi solo alla ricchissima Svizzera. Non siamo però tra le cinque nazioni più ricche del mondo; anzi, siamo oltre il trentesimo posto. Ne deriva, se non vogliamo credere alla favola che viviamo più a lungo degli altri perché beviamo il vino e mangiamo la pizza, che abbiamo una sanità più efficace di quello che ci possiamo permettere.
Questo ragionamento prende le fila dai dati pubblicati dall’Istat, in base ai quali le tre Regioni dove si vive di più in Italia sono, nell’ordine, Marche, Umbria e Molise. Quella invece dove si muore prima è la Campania, maglia nera. Il fatto che nel 2023, anno al quale si riferiscono gli ultimi dati disponibili, i territori longevi fossero amministrati tutti dal centrodestra è forse una casualità, ma è utile rilevarla. Che invece il sistema sanitario campano sia da sempre nelle mani della sinistra è cosa nota, e forse anche buona parte del problema.






