Èmorto giovedì 9 aprile in Pennsylvania Lance Taylor, in arte Afrika Bambaataa: aveva 68 anni e combatteva da tempo contro un tumore. È stato uno dei pionieri dell'hip hop e tra i principali innovatori dell'electro-funk. E con Reckless, insieme agli UB40, incendiò le piste di tutto il mondo.

Nato il 17 aprile 1957 nel Bronx, Bambaataa è stato tra i protagonisti della nascita del rap negli anni Settanta. Militante antiapartheid fin dal nome, con lo pseudonimo ispirato a un guerriero zulu, realizzò diversi singoli di successo all'inizio degli anni Ottanta - Zulu Nation Throwdown (1980), Planet Rock (1982) e Looking for the Perfect Beat (1983) - ma fu con Reckless, nel 1988, che raggiunse il successo planetario. La sua storia coincide con quella delle origini dell'hip hop. Cresciuto in una New York segnata da crisi economica e violenza diffusa, Afrika Bambaataa attraversò da protagonista la stagione delle gang giovanili. Fu membro dei Black Spades e ne divenne “warlord”, un ruolo di comando che però non rappresentò un punto d'arrivo, bensì 'inizio di una trasformazione.

Da quella esperienza nacque infatti una visione alternativa: usare la musica e la cultura come strumenti di riscatto e pacificazione. Alla metà degli anni Settanta fondò la Universal Zulu Nation, collettivo destinato a diventare uno dei pilastri della cultura hip hop. Non solo musica, ma anche danza, graffiti e consapevolezza sociale: il movimento si proponeva di sostituire la logica dello scontro con quella della creatività. Il suo motto - «Peace, Unity, Love and Having Fun» - avrebbe attraversato i decenni, diventando uno dei manifesti più riconoscibili del genere.