Voli a rischio per l’estate. La guerra in Medio Oriente strozza le riserve strategiche di carburante dell’Europa. Gli scali monitorano la situazione. Evitano la parola emergenza, pur consapevoli che il Vecchio Continente importa il 43% del fabbisogno annuale dal Golfo Persico. Ma i flussi turistici della prossima stagione possono diventare un punto di non ritorno per il jet fuel, che potrebbe terminare tra la seconda e la terza settimana del mese di maggio.
Solo due Paesi sembrano avere cherosene d’emergenza per novanta giorni. Gran parte degli Stati non pare riuscire a superare una crisi più lunga di un mese. Alcuni conterebbero appena otto o dieci giorni di autonomia. Sono stime che ha raccolto il Corriere della Sera attraverso fonti di Bruxelles.
Priorità ai voli di linea
In Europa, il rischio di carenza di cherosene «è passato da virtuale a reale in pochi giorni», spiega una di esse. La paralisi del transito nello Stretto di Hormuz sta mettendo in luce ricadute tangibili. Visionando alcune comunicazioni tra fornitori di jet fuel e aviolinee, la testata ricostruisce come in alcuni scali ci sia un quantitativo massimo imbarcabile per velivolo, pari a 5.000 kg, oppure di impossibilità di rifornire gli aeromobili privati, dando priorità a quelli di linea.














