Tra tensioni internazionali e accordi di tregua dalla durata effimera, numerose navi cargo restano bloccate da settimane nello Stretto di Hormuz. Tra queste c'è anche l'imbarcazione italiana “Grande Torino”, specializzata nel trasporto di automobili, diventata un simbolo di questa crisi in Medio Oriente.

La Grande Torino è ferma al largo di Abu Dhabi da 40 giorni. A bordo dell'imbarcazione si trova un equipaggio di circa trenta persone che, tra continui monitoraggi e comunicazioni costanti, attende con incertezza la riapertura dello Stretto. Le minacce alla navigazione, gli episodi di sabotaggio e i timori di possibili attacchi hanno spinto molte compagnie a interrompere o deviare le rotte, mettendo in ginocchio le catene logistiche mondiali. Nel Golfo Persico ad oggi sono più di mille le navi bloccate nei porti o nelle rade in attesa che la situazione si chiarisca.

Non solo la nave Grande Torino. Luca Sisto, direttore di Confitarma ha dichiarato che, secondo una indagine condotta dalla Confederazione degli armatori, sono circa cinquanta i marittimi italiani bloccati a bordo dei mercantili davanti all’Iran. Tra le imbarcazioni italiane bloccate ci sarebbe anche la nave del Gruppo Grimaldi. Secondo Confitarma, sarebbero bloccati in mare ma iscritti su registri navali di altri Paesi. La ricognizione è stata effettuata tenendo anche presente che Grimaldi, al momento, non ha effettuato avvicendamenti sulla Grande Torino, una Ro.Ro. (cioè a caricamento orizzontale) carica di oltre settemila automobili nuove. Luca Sisto ha confermato anche che Confitarma segue l’evolversi della vicenda, in stretto contatto con la Marina Militare Italiana, minuti per minuto e cerca anche di prefigurare soluzioni nel caso in cui si arrivi a tempi lunghi per la riapertura al traffico marittimo dello Stretto.