Un mondo sempre più in preda ai demoni dei conflitti, delle crisi climatiche, delle malattie, ma anche riscatto femminile, resistenza, resilienza e tradizioni nascoste. Sono le storie per immagini, toccanti e multiformi, che arrivano da fotogiornalisti e fotografi documentaristi sparsi in tutti gli angoli del pianeta e sono tra le vincitrici regionali del World Press Photo Contest 2026, "connecting the world to the stories that matter". Si cammina tra le macerie di Gaza con Saher Alghorra da Gaza, giornalista palestinese, tra i pochi testimoni al mondo di quello che una Commissione delle Nazioni Unite ha definito un genocidio. "Anche quando tutto intorno mi diceva di fermarmi, non potevo. Il silenzio avrebbe significato resa" dice. Brucia la ferita della guerra in Ucraina tramite lo sguardo perso nell'orrore di una 65enne scampata a un bombardamento a Kiev e lo strazio di una giovane abbracciata alla sua cavalla abbattuta da un drone. Fanno rabbrividire anche le lacrime della guardia di sicurezza che assiste alla separazione di una famiglia durante un arresto dell'Ice in un tribunale di New York ad agosto, il dolore pietrificato sul volto di una 21enne indiana che crolla a terra durante il funerale della mamma uccisa da un colpo di mortaio in Kashmir o ancora le urla del signor Wong davanti alle fiamme che avvolgono il grattacielo di Hong Kong dove è rimasta intrappolata la moglie. Non mancano le sanguinose rivolte della Gen Z Gen in Nepal, Bangladesh, Bulgaria e Madagascar. Ma ci sono anche storie di riscatto come quella raccontata da Chantal Pinzi, l'unica italiana tra i premiati, con il progetto "Farīsāt: Gunpowder's Daughters": le donne che sfidano una tradizione equestre marocchina storicamente maschile, rivendicando il proprio spazio nella cultura del Paese. I sorrisi nonostante la povertà estrema di Sandra Mara Siqueira ritratta con i nipotini nel Parque dos Lagos in Brasile. E la leggerezza delle mini ballerine in tutù che fanno la fila sulle scale del Soweto Theatre in Sudafrica. C'è poi la malattia, declinata da prospettive. Dai polmoni rovinati di adulti e bambini che nella Moon Valley ad Alessandria d'Egitto vivono a meno di 15 metri da una fabbrica di cemento che riempie le loro case di polveri tossiche alla grazia del "Bed Ballet" di Engla Louise, ex ballerina, che convive con una grave forma di anoressia nervosa da quando aveva dieci anni e a 46 anni pesa meno di 25 chilogrammi. Ancora il cancro al colon che ha colpito il giovane Tanner Martin ma che non è riuscito a impedirgli di costruire una famiglia con sua moglie Shay: sua figlia AmyLou nasce appena 41 giorni prima della sua morte a 30 anni. I danni dell'uomo all'ambiente vivono sulle mani deformate dall'esposizione ai pesticidi di un ex lavoratore agricolo argentino. Nel matrimonio con l'acqua alta della sposina filippina che si trova in una regione in cui quasi il 75% della popolazione è esposta al rischio di inondazioni. Nella femmina di orso polare che, dato che la riduzione dei ghiacci rende sempre più difficile la caccia alle foche, è costretta a nutrirsi della carcassa di un capodoglio tra i ghiacci dell'Artico a nord delle Svalbard. E anche nella famiglia di elefanti circondata e abbattuta in Zimbabwe. Infine fa interrogare sul futuro l'anziana tedesca Waltraud che parla con Emma, ;;un robot sociale che riconosce i volti e ricorda le conversazioni passate. I vincitori dell'edizione 2026 rappresentano le migliori proposte tra le 57.376 fotografie presentate da 3.747 fotografi provenienti da 141 Paesi. Giovedì 23 aprile verranno annunciati online e durante una conferenza stampa dal vivo la World Press Photo of the Year e i due finalisti, in occasione dell'apertura della mostra principale World Press Photo Exhibition 2026 presso De Nieuwe Kerk ad Amsterdam. Dal 7 maggio al 29 giugno l'esposizione sbarcherà al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
World Press Photo, dalla guerra dei droni alla forza di donne e malati - Foto - Ansa.it
Morte, malattia, catastrofi che raccontano un mondo sempre più in preda ai demoni dei conflitti e delle crisi ma anche storie di riscatto femminile, resistenza, resilienza e tradizioni nascoste. (ANSA)









