Roma, 9 apr. (askanews) – Dopo un esame sommario e a porte chiuse, a cui non sono stati ammessi nemmeno gli avvocati, la Corte Suprema russa ha dichiarato “estremista” la Ong per i diritti umani “Memorial”, una delle ormai poche voci critiche del regime di Vladimir Putin, che fin dalla tarda epoca sovietica ha documentato le persecuzioni politiche dei successivi regimi russi, incluse ricerche sulle vittime delle purghe di Iosif Stalin. Come spiega la rappresentante legale del gruppo Natalia Sekretareva, contattata dall’Afp in Brasile, da dove lavora, il sistema persecutorio messo in atto dal regime contro i suoi dissidenti è “assurdo” perché avvolto dal segreto più totale.
“Non è la prima volta che succede una cosa del genere, ma è comunque scioccante quando capita a te”, osserva Sekretareva, che precisa: “Non appena ne siamo venuti a conoscenza in tribunale, abbiamo immediatamente inviato un avvocato. Non gli è stato permesso di entrare, né di prendere visione di alcun documento. Oggi il tribunale ha deciso che a nessuno sarà consentito partecipare al processo per conto di Memorial, poiché l’International Memorial Society è un’organizzazione non registrata e, di conseguenza, si presume che non si conosca chi ne sia a capo.











