Meta prova a ridefinire l’esperienza degli adolescenti su Instagram adottando un paradigma mutuato da un ambito familiare ai genitori: la classificazione dei contenuti cinematografici. L’azienda annuncia infatti l’estensione anche in Italia degli account per teenager con impostazione predefinita “13+”, già introdotta nell’ottobre scorso in mercati come Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia.

L’obiettivo è chiaro: rendere ciò che un adolescente vede sulla piattaforma più simile a un film adatto alla sua età. Non un ambiente completamente innocuo, certo, ma uno spazio in cui eventuali contenuti leggermente espliciti o “indelicati” siano residuali e controllati. Tutti gli utenti sotto i 18 anni verranno automaticamente inseriti in questo perimetro e non potranno modificarlo senza il consenso dei genitori.

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Un modello “13+” adattato ai social

Il passaggio chiave è l’allineamento delle policy di Instagram agli storici criteri di classificazione dei film per i 13 anni in su. Non si tratta di una trasposizione meccanica, i social vivono di dinamiche talmente complesse che un passaggio tanto lineare farebbe ridere gli esperti che da anni studiano fenomeni come quelli delle “echo platform”, ma di un riferimento che Meta considera più intuitivo per le famiglie. Accanto alle restrizioni già esistenti su contenuti sessuali espliciti, violenza o promozione di prodotti per adulti, arrivano dunque limiti più granulari. Verranno ridotti o esclusi contenuti con linguaggio particolarmente forte, sfide potenzialmente pericolose e materiali che possano incentivare comportamenti rischiosi, inclusi quelli legati all’uso di sostanze. Ci si muove sempre sul fronte dei contenuti e non su quello dei meccanismi di fondo, al centro ad esempio dei recenti processi negli Stati Uniti contro il cosiddetto “addictive design”, ma un passetto in quella direzione si vede.