Prima dei talent e delle cucine spettacolari, prima di cuochi superstar e piatti lanciati in aria, la tv italiana scoprì che si poteva raccontare la cucina con semplicità estrema, quasi da autodidatta. Ad aprire le scene di quello che sarebbe stato l’ingorgo dell’enogastronomia televisiva, sdoganandola nelle tv commerciali, fu proprio una donna, che peraltro con la cucina c’entrava ben poco: Wilma De Angelis.
Milanese, cantante di successo nei primi anni Sessanta e volto popolare di Sanremo, portò la cucina quotidiana in tv prima che la stessa diventasse racconto televisivo e le regalasse, a suon di ricette e del suo celebre “Te la là”, una seconda carriera davanti ai fornelli. La ricetta a tal proposito fu la seguente: una porzione generosa di intuizione di Paolo Limiti, un pizzico di voglia di tornare in scena e un ingrediente segreto: la De Angelis non era una cuoca. O almeno, non lo era ancora. Perché imparò passo dopo passo, sotto gli occhi del pubblico, trasformando quell’apprendistato in un legame durato quasi vent’anni. La raggiungiamo nella sua casa milanese, dove ci accoglie, seppur telefonicamente, con la dolcezza e la simpatia che l’hanno sempre contraddistinta.
Wilma De Angelis in una foto dell'Archivio Istituto Luce







