Una quarantina di residenti della zona e di cittadini milanesi sono stati ammessi come parti civili, per gli eventuali risarcimenti danni a carico della società costruttrice, dalla gup di Milano Maria Beatrice Parati nell'udienza preliminare a carico di 26 imputati, per accuse che vanno dalla lottizzazione abusiva all'abuso edilizio, fino al falso e alla corruzione, in una delle tranche della maxi inchiesta sulla gestione urbanistica della metropoli.
In particolare, si tratta del primo filone di indagini di questo genere, aperto più di tre anni fa, sul caso di un edificio di tre piani e una villetta abbattuti per far posto ad un palazzo di sette piani, il cosiddetto "Hidden garden", in zona piazza Aspromonte, per l'accusa realizzato "in un cortile".
La giudice ha accolto oggi le richieste dell'avvocata Veronica Dini, ammettendo come parti civili, oltre ai residenti della zona, anche i cittadini che con una "azione popolare" avevano chiesto di costituirsi "in sostituzione" dell'amministrazione comunale, persona offesa in questi procedimenti ma mai parte civile.
Non sono stati ammessi, invece, una ventina di acquirenti degli appartamenti della torre di piazza Aspromonte.
"Un risultato importante per i cittadini", ha commentato la legale Dini.






