Dopo Nobel per la Pace nel mirino del regime, l’ennesima stretta
Milano, 9 apr. (askanews) – La Corte suprema della Federazione Russa procederà all’esame dell’istanza con cui il Ministero della Giustizia chiede di dichiarare organizzazione estremista – con effetto immediato – il “movimento internazionale Memorial”. Non esiste alcuna organizzazione con quel nome, fanno notare da Memorial stessa, tuttavia, conoscendo le “pratiche repressive del regime putiniano” il “convenuto” è stato indicato in modo vago e fumoso non per negligenza, ma con piena consapevolezza. “Ciò consentirà di creare i presupposti per future repressioni contro qualunque organizzazione che contenga il nome Memorial, così come contro i loro membri e sostenitori”, hanno precisato.
L’accusa di “estremismo” è ormai una prassi consolidata delle autorità russe per reprimere le iniziative civili, politiche, culturali e sociali sgradite al regime. Difficile pensare a qualcosa di più assurdo di un’accusa di estremismo rivolta a Memorial, associazione di fama mondiale che per il suo lavoro ha ricevuto nel 2022 il Nobel per la pace. Da quasi quarant’anni Memorial indaga e studia la storia del terrore di Stato sovietico e le persecuzioni politiche, si oppone all’odio interetnico, religioso e sociale e difende i diritti e le libertà dell’uomo. Il fascicolo ai danni del “movimento Memorial” è classificato come “segretissimo”. Il processo si svolgerà a porte chiuse.











