E adesso andate via. Anzi, no: rimanete. Perché Massimo Ranieri ha ancora sogni in volo. Mentre altri colleghi annunciano tour d'addio alle scene e si preparano ad appendere il microfono al chiodo, a 74 anni l'artista napoletano continua a girare come una trottola in tutta Italia. Neanche il tempo di chiudere un tour che già ne apre un altro.
L'ultima fatica è Tutti i sogni ancora in volo - E continuano a volare, ripresa della tournée da oltre 600 repliche (l'altro spettacolo, Sogno e son desto, ne ha totalizzate più di 800) che sbarcherà al Teatro Sistina di Roma dal 16 al 19 aprile.
Lo ripete da anni: «Voglio morire sul palco, come Molière. Un palco qualunque. Può essere quello del San Carlo di Napoli come quello di un teatrino di periferia da cento posti. Basta che siano tavole di palcoscenico».
Intanto al Sistina l'aspettano oltre 6 mila spettatori. Che emozione prova a tornare in un tempio dello spettacolo romano?
«Enorme. Quello è il mio teatro. Ci misi piede per la prima volta nel 1971, l'anno de La sciantosa: in prima fila c'era anche lei, la grande Anna Magnani, al fianco della quale recitai in quel film. Avevo appena 20 anni. Alfredo Giannetti, il regista del film, me la presentò una settimana prima dell'inizio delle riprese: "Stasera andiamo a cena, ti faccio conoscere la Magnani". Le disse: "Questo è il ragazzo che farà Tonino, il ragazzetto del film". E lei: "Ammazza quant'è caruccio: viè qua, fatte da 'n bacio". Il primo giorno sul set mi vide seduto a terra e mi chiamò. Mi accennò Reginella: "La conosci questa?". Immensa».






