Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 9:04
Doveva essere l’anno della semplificazione definitiva per le partite Iva, con l’estensione ufficiale della dichiarazione dei redditi precompilata ai professionisti. Questa rivoluzione si è però scontrata con la realtà burocratica, restituendo l’immagine di un modulo “fantasma” o, nella migliore delle ipotesi, gravemente incompleto.
Il problema della dichiarazione precompilata incompleta nasce da un paradosso normativo che sdoppia il calendario delle certificazioni uniche: ai dipendenti e ai pensionati, la Cu deve essere inviata entro il 16 marzo, alimentando correttamente i modelli 730 disponibili in primavera. Per i lavoratori autonomi e per i professionisti la scadenza è stata fissata al 30 aprile.
Sebbene la precompilata sia disponibile già ad aprile, il sistema non ha ancora ricevuto la maggior parte delle certificazioni uniche del lavoro autonomo. Di conseguenza, quando i titolari di partita Iva accedono al portale, il quadro dei compensi e delle ritenute subite appare desolatamente vuoto. Nel caso in cui la certificazione unica dovesse essere trasmessa dopo il 15 aprile, l’Agenzia delle Entrate farà visualizzare (a partire dal 20 maggio) un apposito avviso: a questo punto il diretto interessato dovrà recuperare i dati mancanti direttamente dal Cassetto fiscale e lì dovrà inserire manualmente nella dichiarazione






