Il gruppo bancario cooperativo Iccrea con le importanti riserve date dall’utile netto di 1,9 miliardi di euro del 2025 si prepara a un piano triennale 2026-2028 con 340 milioni di euro di investimenti per lo sviluppo tecnologico e dell’intelligenza artificiale, nuovi finanziamenti per 52 miliardi di euro e un importante ricambio generazionale. Il piano che è stato presentato ieri ai sindacati prevede infatti una staffetta generazionale dove a fronte di 1.800 uscite sono previste 2.500 assunzioni, con un saldo positivo di 700 nuovi ingressi che potrebbero anche aumentare in relazione a evoluzioni positive nell’arco di piano.

Nel settore, Iccrea è il gruppo più grande con 22.500 bancari occupati, i due terzi del totale delle Bcc dove lavorano circa 36.500 persone e ha un peso molto importante al tavolo negoziale di Federcasse. Il credito cooperativo sta vivendo una doppia stagione. Da un lato, come spiega il segretario nazionale della Fabi, Luca Bertinotti, «ha avviato i cantieri di lavoro per la stesura della piattaforma rivendicativa di rinnovo del contratto collettivo nazionale scaduto il 31 dicembre 2025, dall’altro, nel frattempo, sta sviluppando i profili negoziali sul contratto di secondo livello ancora da definire nei prossimi mesi. Intanto il consolidamento industriale e patrimoniale del gruppo Iccrea, confermato dal miglioramento dei target di piano, rende necessario un avanzamento delle tutele collettive e individuali del personale con particolare attenzione a organici, carichi di lavoro, pressioni commerciali, formazione e redistribuzione del valore prodotto».