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8 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 20:52

“Noi non faremo un passo indietro finché non avremo il testo originario, quello approvato all’unanimità alla Camera”. A dichiararlo sono le circa 200 attiviste e lavoratrici dei centri antiviolenza di Roma, in piazza di fronte al Senato, in occasione della prima riunione del Comitato ristretto sul ddl Stupri, più noto come ddl Bongiorno. Compito del Comitato, proposto dalla leghista Giulia Bongiorno e presentato in Commissione Giustizia del Senato, sarà quello di trovare una mediazione tra la maggioranza e l’opposizione per arrivare ad un nuovo testo condiviso.

“I centri antiviolenza hanno lottato per più di quarant’anni per affermare che i corpi delle donne sono liberi – racconta Simona Ammerata, operatrice della Casa Lucha y Siesta e membro di D.i.Re, l’associazione nazionale dei centri antiviolenza – e ora non torneremo indietro dal consenso libero ed attuale”. “Il Comitato non ha senso e noi non lo vogliamo legittimare”, le fa eco Maura Cossutta, presidente della Casa Internazionale delle donne di Roma.