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L'opposizione chiede a Meloni di "chiarire". Ma non l'ha mai fatto per gli incontri con estremisti e condannati

Nella notte dell'informazione tutti i gatti non sono grigi: sono marroni (come il fango, che altro?) e anche l'informazione (certa informazione) quando coincide con l'opposizione (certa) resta dello stesso colore, soprattutto se il terreno è disseminato di foto, allusioni, "Meloni chiarisca" e "riferisca": su che cosa?

Ci vuole comunque la maschera antigas per fare questo gioco dove tutto è uguale a tutto, e dove anche le foto sembrano tutte uguali anche quando non sono uguali per niente: perché l'inquadratura di un selfie con un tizio che s'infila come migliaia d'altri non è lo stesso che partecipare a un convegno con un palestinese d'ambiente Hamas (segreto di pulcinella) che poi infatti sarà arrestato. Ma è già un ragionamento sofisticato, è già l'eccezione. Perché la regola prevede che, al tavolo, basti una foto, da sola, che non prova un rapporto stabile, nessuna complicità, neppure una conoscenza vera: prova solo che uno stava nel casino di un evento pubblico e si è fatto fotografare. Vecchio mestiere della criminalità: accreditarsi con la politica, oggi lo fa il Fatto (forte giocatore) ma lo scriveva già Repubblica nel 2022 per Roberto De Santis detto "Er Nasca", il malavitoso di Ostia che si fece fotografare con Roberto Gualtieri per mostrare peso e potere sul litorale. E niente di strano che Fratelli d'Italia giochi una mano dimostrativa e rovesci sul tavolo lo scherno de "Il Pd chiarisca", "Bonelli e Fratoianni chiariscano", "Pd e Cinque Stelle chiariscano" e insomma, una scala colore (tralasciamo quale) nel gioco delle foto. Chiamatela ritorsione narrativa.