Le imprese italiane dell’arredamento hanno confermato anche nel 2025 la solidità dei propri fondamentali economico-finanziari. La rischiosità creditizia è leggermente cresciuta, è vero (+0,3% nei primi nove mesi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), ma il tasso di default si mantiene in area di sicurezza (3,2%), ovvero sotto la soglia del 4% degli anni pre-pandemia e del tutto in linea con il dato medio nazionale (3,4%, in aumento anch’esso dello 0,3%).

Anche per quanto riguarda gli importi erogati, il settore segue l’andamento osservato a livello generale, con un incremento del 13,8% (contro il 13,7% complessivo) rilevato dall’Osservatorio Crif nei primi nove mesi del 2025 per quanto riguarda le società di capitale, che rappresentano il 40% delle circa 18mila imprese monitorate dalla società bolognese.

L’impatto della crisi in Medio Oriente

«Certo, questi dati non tengono conto di quanto avvenuto dal 28 febbraio in poi, con la guerra in Iran e le possibili conseguenze sull’economia mondiale, a oggi difficilmente prevedibili - spiega Luca D’Amico, ceo di Crif Ratings -. A oggi non facciamo stime, ma è inevitabile attendersi un aumento della rischiosità in tutti i settori produttivi».