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7 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 17:09

In queste ore sono stati più di 50 gli obiettivi militari colpiti sull’isola di Kharg, l’importante centro petrolifero in Iran: dal 13 marzo gli Usa continuano la massiccia operazione sull’isola che è il cuore pulsante dell’industria petrolifera del Paese, a poche ore dall’ultimatum di Donald Trump a Teheran in cui minaccia la morte di un’intera civiltà in caso di mancata riapertura dello stretto di Hormuz.

A darne notizia è stata l’agenzia iraniana Mher che ha parlato di “diverse esplosioni” sull’isola, confermate da un funzionario anonimo della Casa Bianca citato dal Wall Street Journal. A dar credito all’azione militare è stato anche il vicepresidente americano JD Vance dopo una conferenza stampa a Budapest. Secondo quanto dichiarato da Vance, la guerra con Teheran avrà molto presto una fine, ma “la natura della conclusione dipende in ultima analisi dagli iraniani”. Sono sempre meno le ore che mancano alla scadenza: alla domanda su “cosa succederà dopo”, Vance ha risposto: “Lo scopriremo, ma ci saranno molte trattative e spero si arrivi a una buona soluzione“. Secondo il vicepresidente inoltre, questi attacchi all’isola non rappresenterebbero una inversione di rotta nella strategia di Trump.