La Corte d'Appello di Roma ha rigettato le richieste contrapposte nella causa sull'eredità di Pino Daniele. Al centro del procedimento, le pretese avanzate dal figlio maggiore Alessandro Daniele e dalla seconda moglie Fabiola Sciabbarrasi. I giudici hanno respinto entrambe le impugnazioni, stabilendo un confine netto sulla successione testamentaria. I ricorsi riguardavano due questioni: da una parte, il primogenito chiedeva la restituzione di oltre 160 mila euro, sostenendo l'esistenza di un accordo verbale che non sarebbe stato rispettato; dall'altra, la vedova rivendicava una quota più ampia dei diritti legati all'attività artistica del cantautore. I giudici d'appello hanno escluso entrambe le ricostruzioni: sull'intesa verbale tra le parti, i magistrati hanno rilevato l'assenza di prove concrete, giudicando quindi infondata la richiesta economica; sul versante dei diritti, invece, hanno ribadito che l'unico riferimento resta il testamento, senza margini per interpretazioni diverse.
Pino Daniele, i giudici confermano il testamento: respinti i ricorsi del figlio e della seconda moglie sull'eredità
I giudici hanno respinto entrambe le impugnazioni, stabilendo un confine netto sulla successione testamentaria






