CHIES D’ALPAGO - «Durante la guerra 1915-18 il mio bisnonno, originario di San Martino, nel corso di una battaglia fu colpito da una pallottola che lo ferì vicino al cuore. Non poteva più lavorare, era invalido e anziché la pensione, lo Stato come risarcimento gli assegnò una licenza statale per la vendita di prodotti di tabacchi. Si trasferì quindi a Lamosano con la famiglia aprendo questo locale. A 100 anni di distanza, siamo ancora qui, stessa famiglia, a portare avanti Al Tabachin». È il racconto della 46enne Elisa De Battista che ancora oggi, nello stesso edificio, è dietro al banco della storica attività, che oggi con diversi servizi può definirsi a pieno titolo un baluardo del territorio.
Al Tabachin ancora oggi si mantiene intatto, al primo piano di una graziosa casetta sapientemente ristrutturata nella piazza di Lamosano, borgo di 250 anime nel cuore dell'altopiano dell'Alpago, in comune di Chies. Qui gli abitanti si conoscono uno a uno e di padre in figlio si tramandano la consuetudine di una tappa da "Al Tabachin" dove possono discutere della vita del paese e mantenere lo spirito di socialità tra loro, proprio come 100 anni fa, ma oggi con molti servizi in più. «Qui Silvestro De Battista nel 1926 mise su la tabaccheria racconta Elisa e poi ha comprato l'intera casa, tramandandola poi ai miei nonni Giovanni e Ida Barattin che ampliarono l'attività aggiungendo bar ed edicola, mantenendo il tabacchino come nucleo storico. Poi le redini sono passate a mio papà Antonio e mamma Antonietta, che hanno proseguito fino a dieci anni fa, quando sono scadute le licenze e ho deciso di acquistarle io, e da qualche tempo ho aggiunto anche il gioco del lotto». Ma tutte queste attività presuppongono maggiore impegno rispetto a un normale servizio di bar.







