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7 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 14:29

Ha sempre quel sorriso agrodolce, Luciano Spalletti. Anche quando vince. Ma in questo caso, è giustificato: i tre punti contro il Genoa sono frutto di un primo tempo super e di un secondo tempo decisamente sottotono. Tanto da far dire all’allenatore di “non aver ancora chiaro il materiale umano che ho a disposizione”. Non una frase banale. Non, soprattutto, una frase da poco. Ed è anche dietro a questo pensiero che ancora non si è materializzata la firma sul contratto che la Juventus aspetta da settimane. Caso di mercato? No. Ma certamente una situazione precaria: Spalletti al rinnovo ancora non vuole pensare del tutto, se prima non avrà portato a casa l’obiettivo quarto posto. Un modo per tenere tutti sul pezzo. Lui compreso.

Quando mancano 21 punti a disposizione, la situazione in casa Juventus è decisamente ondivaga. Al netto dei rinnovi contrattuali – di Spalletti, ma anche di Vlahovic –, c’è tutta una questione di calendario da affrontare. Atalanta, Bologna e Milan sono le tre partite quasi crocevia di un’intera stagione: l’allenatore dovrà fare in modo che i cali che spesso accompagnano la squadra (anche a partita in corso) non prendano il sopravvento. In qualche modo, con tutte le cautele del caso per una frase così forte, Spalletti deve ancora capire del tutto su chi fare affidamento. Non potrà farlo su Vlahovic, di nuovo (20 giorni di stop: lesione di basso grado del soleo), non potrà farlo nemmeno su Perin (infortunio al polpaccio destro, da valutare giorno dopo giorno). Di Gregorio, però, non ne ha fatto sentire l’assenza. Ed è sicuramente un bene per una Juve che Champions o non Champions sa già di dover pensare molto al futuro.