La finzione imita le realtà e viceversa: anche la missione Artemis II pullula di riferimenti alla cultura pop ed è un po' inevitabile visto in questi decenni ci siano nutriti di un immaginario fantascientifico che finalmente oggi sembra prendere forma nella realtà. E non è un caso che una delle ultime notizie che riguarda la missione lunare sia collegato al grande successo cinematografico sci-fi del momento, ovvero Project Hail Mary. A quanto pare l'equipaggio della nave Orion, ovvero Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, ha avuto la possibilità di vedere, mentre erano in quarantena nell'attesa del lancio, il film campione d'incassi con protagonista Ryan Gosling nei panni di un improbabile astronauta: “Siamo stati davvero fortunati”, ha dichiarato Hansen: “È stato un trattamento speciale, ci hanno mandato un link per poterlo vedere a casa con le nostre famiglie e prepararci alla nostra stessa avventura spaziale”. Lo stesso Gosling ha poi inviato un messaggio di auguri ai veri astronauti.Non è l'unico caso in cui lo storytelling della Artemis II incontra i riferimenti audiovisivi, e d'altronde tutto pare piuttosto normale in un mondo in cui questa stessa missione viene raccontata attraverso social e infinite dirette web. Per esempio, a un certo punto l'equipaggio della Orion si è messo a riprodurre la classica sigla di una sitcom cult come Full House (Gli amici di papà): in apertura del telefilm anni Ottanta, i protagonisti del telefilm svolgevano banali attività quotidiane prima di bloccarsi e sorridere guardando la telecamera, stessi movimenti replicati da Wiseman & co. A partecipare al remake - intitolato Full Capsule - anche Rise, il peluche indicatore di gravità zero disegnato da un bimbo di 8 anni e scelto come mascotte della missione.Ma a proposito di peluche, ce n'è un altro che ha attirato l'attenzione dei tanti fan incollati a seguire le dirette della Nasa di queste settimane. Parliamo di un pupazzetto raffigurante un gatto bianco dai grandi occhioni kaway e una mezzaluna gialla disegnata sulla fronte: vi dice qualcosa? Certamente, perché si tratta di Artemis, il gatto bianco che assiste - assieme alla compagna Luna - alle avventure delle guerriere di Sailor Moon. Prende il nome, lo stesso della missione, da Artemide, la dea greca della caccia e della luna, e per via di omonimia non poteva che essere coinvolto anche in questa avventura spaziale. Lui, però, è rimasto a terra, infatti lo si è intravisto in alcuni video provenienti dal centro di controllo della missione stessa.Un oggetto che non è rimasto a terra, invece, è un bel barattolo di Nutella. Sempre in uno dei seguitissimi livestream direttamente dallo spazio, infatti, si è intravisto galleggiare nel bel mezzo dell'Orion un inconfondibile baratto di crema spalmabile alla nocciola. Il momento è divenuto subito virale, tanto che lo stesso profilo social di Nutella negli Stati Uniti si è affrettato a dichiararsi “onorato di aver viaggiato più in là nello spazio di qualsiasi altra crema spalmabile”. Per contro la Nasa è dovuta presto correre ai ripari, fugando ogni dubbio di product placement e specificando che “non seleziona i pasti o il cibo dell'equipaggio in base a partnership coi brand”. Questo però ha suscitato maggior interesse per ciò che gli astronauti mangiano mentre sono in orbita (a quanto pare un variegato menu fatto di manzo al barbecue, mac & cheese, tortilla e broccoli gratinati).Un'avventura così fuori dal normale - e fuori dalla nostra orbita - è inevitabilmente destinata a catturare l'attenzione globale, ed è quindi ovvio che l'intera Artemis II venga filtrata attraverso riferimenti alla cultura pop. C'entra ovviamente anche la musica, dato che per esempio a un certo punto gli astronauti sono stati svegliati a suon di Pink Pony Club, hit del 2023 di Chappell Roan (interrotta però solo dopo un minuto, tanto che il comandante Wiseman ha detto scherzando: “Non vedevamo l'ora di arrivare al ritornello!”). Sui social impazzano però anche i riferimenti a The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, visto che anche alla visione della faccia “nascosta” della Luna era rivolta la missione, così come i video emozionali e quelli ironici, in cui per esempio si dice che “finalmente gli esseri umani lasciano la Terra”. Per tutte le teorie della cospirazione e del debunking (c'è chi è convinto che anche Artemis II, oltre all'allunaggio, sia un fake) ci vorrebbe un capitolo a parte. Per il resto basta pensare che tutta questa missione lunare ci sembra invece molto reale perché l'abbiamo vissuta giù mille volte, tra film, musica e cartoni animati.
Da Project Hail Mary alla Nutella, perché la missione Artemis II è anche una questione di cultura pop
Lo storytelling della missione lunare passa anche attraverso riferimenti a film, musica e… product placement involontari










