«C’è qualcuno che gliela vuole far pagare. Noi siamo tutti con lui». L’hashtag, sui social, è diventato virale giusto nei giorni di Pasqua: centinaia i profili che hanno pubblicato #iostocondonmario. A breve ci sarà (salvo imprevisti) persino una fiaccolata. E su WhatsApp sono stati aperti due gruppi da 1000 iscritti l’uno che si stanno occupando di organizzare una pacifica «resistenza».
La difesa delle comunità dopo l’indagine
Le comunità di Bosconero e San Benigno fanno quadrato sul parroco don Mario Viano, indagato dalla procura di Ivrea, dopo un blitz dei carabinieri forestali, per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Nel corso di un controllo in canonica, i militari hanno ritrovato numerosi animali (tra gatti, serpenti e pappagallini), oltre a 200 grammi di marijuana. Sufficienti a far scattare la denuncia. Dal giorno della perquisizione, la diocesi di Ivrea ha allontanato il parroco da Bosconero e San Benigno, lasciando le comunità tra lo spaesato e l’incredulo. Sensazioni che una cinquantina di parrocchiani, ieri, ha avuto occasione persino di ribadire in diretta tv, su Canale 5. Il caso di don Mario, infatti, ha varcato i confini del Canavese. Perché, se da un lato c’è un’inchiesta della procura (ancora agli albori, va detto), dall’altro ci sono tanti parrocchiani pronti a prendere le difese del sacerdote. Senza se e senza ma.






