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5 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 12:37

Una parrocchia senza guida nel momento più importante dell’anno liturgico, un’indagine della Procura e un blitz delle forze dell’ordine nei luoghi sacri. A Bosconero e San Benigno Canavese, in Piemonte, la Pasqua si apre all’insegna del mistero e dell’incredulità. I fatti accertati, emersi a metà marzo dopo la perquisizione dei Carabinieri Forestali e dell’Asl, delineano uno scenario a dir poco surreale: da metà marzo si sono infatti perse le tracce di don Mario Viano, 39 anni, originario di Rivalta, parroco della chiesa di San Giovanni Battista e abate della millenaria Abbazia di Fruttuaria. Ufficialmente “assente per ragioni di salute” e allontanato dalla Diocesi, il sacerdote è in realtà al centro di un’indagine della Procura di Ivrea scaturita da una perquisizione che ha portato alla luce un quadro surreale: decine di gatti di razza stipati in canonica e 200 grammi di marijuana.

La vicenda ha inizio circa due settimane fa. A seguito di alcune segnalazioni relative a presunti maltrattamenti e cattiva gestione di animali, i Carabinieri Forestali, affiancati dagli ispettori veterinari dell’Asl To4, si sono presentati per un controllo nella canonica di Bosconero, residenza del parroco. Don Viano non aveva mai fatto mistero della sua passione per i felini, ma la situazione rinvenuta dai militari ha superato ogni aspettativa. Tra la sagrestia e gli alloggi privati del sacerdote, gli ispettori hanno trovato ben 26 gatti. Non si trattava di comuni randagi, ma di esemplari di razze pregiate e molto costose, in particolare Maine Coon e Ragdoll (il cui valore sul mercato può superare agevolmente i mille euro ad animale). Secondo gli accertamenti preliminari, le condizioni igienico-sanitarie e di detenzione degli animali sarebbero risultate del tutto inadeguate. Durante il controllo, la perquisizione ha preso una piega inaspettata. All’interno dei locali in uso al religioso sono stati infatti rinvenuti 200 grammi di marijuana. Fonti locali riportano anche la presenza di un serpente esotico, che sembrerebbe tuttavia di proprietà di una donna presente in canonica al momento del blitz.