Roma, 7 apr. (askanews) – Artemis II torna a casa. Completato il fly-by lunare la capsula “Integrity” ha iniziato la traiettoria di ritorno verso la Terra: lo splash down nel Pacifico è previsto per le prime ore del sabato (ora italiana).
Una missione che ha rilanciato l’esplorazione lunare da dove il programma Apollo l’aveva lasciata – ma non tanto nel segno dell’Apollo 17, con l’ultimo allunaggio: per quello, occorrerà attendere Artemis IV nel 2028. Piuttosto, il volo che si concluderà sabato è analogo a quello dello sfortunato Apollo 13, con la differenza che in questo caso non si è trattato di una necessità dettata dall’emergenza.
L’equipaggio del 13, pur in una situazione drammatica, vantava però un primato assoluto: quello della maggiore distanza dalla Terra mai raggiunta dagli esseri umani. Un record che è stato battuto ieri da Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, che hanno raggiunto un apogeo di 406.771km; e non a caso il record è stato festeggiato con un messaggio preregistrato da Jim Lovell, comandante di Apollo 13 scomparso l’anno scorso.
“Benvenuti nel mio vecchio quartiere… Sono orgoglioso di passarvi il testimone mentre orbitate intorno alla Luna: è una giornata storica e so quanto sarete impegnati, ma non dimenticate di godervi il panorama”, consigliava Lovell (che, altra coincidenza, fece parte anche della prima missione orbitale attorno alla Luna, Apollo 8).












