Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
L’Ong ha recuperato i migranti sulla piattaforma Didon, posizionata in area Sar tunisina e ha rifiutato Porto Empedocle perché lontano
La Ong tedesca Sea-Watch ha sfidato ancora il governo italiano e, come da copione, è stata sanzionata. Una conseguenza diretta di una violazione di legge, davanti alla quale le Ong si sentono solitamente al di sopra. Il caso, questa volta, è quello delle 44 persone che sono state recuperate dal peschereccio tedesco Aurora sulla piattaforma Didon, sotto tutti i punti di vista in area di competenza tunisina ma geograficamente tra Tunisia e Libia. È una piattaforma abbandonata dove i migranti avrebbero trovato un punto di attracco in condizioni di mare grosso. L’Italia, dopo essere stata contattata dalla Ong, che non avrebbe chiesto il coordinamento tunisino o libico, ha assegnato alla barca il porto di Porto Empedocle ma l’Ong, considerandolo troppo distante, ha effettuato lo sbarco a Lampedusa.






