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I principali listini si presentano al via con movimenti contenuti e direzioni divergenti. Il vero fattore di pressione resta però esterno ai mercati: la minaccia di un’escalation geopolitica che potrebbe incidere rapidamente su fiducia e capitali

La prima seduta europea dopo la pausa di Pasqua riparte senza una direzione unica e con il barometro dei mercati puntato soprattutto sulla crisi internazionale. A dominare il clima finanziario non è soltanto l’andamento dei listini, ma il peso di una tensione geopolitica che rischia di spostare rapidamente umori, capitali e aspettative. L’apertura contrastata delle Borse del Vecchio Continente racconta infatti una cautela diffusa, mentre gli investitori osservano con crescente attenzione l’avvicinarsi della scadenza dell’ultimatum statunitense all’Iran.

L’Europa riparte in modo disomogeneo e senza una vera direzione comune. Nei primi minuti di scambi, Francoforte arretra dello 0,03%, mentre Londra sale dello 0,17%; Parigi si muove in territorio positivo con un progresso dello 0,52%, Amsterdam invece cede lo 0,26% e Madrid avanza dello 0,33%. Un quadro che riflette prudenza, selettività e un mercato ancora in cerca di un equilibrio stabile.