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Ultimo aggiornamento: 8:09

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Dal 1° aprile si apre una finestra decisiva per il portafoglio di migliaia di cittadini: la possibilità di presentare l’Isee corrente, che serve a integrare le variazioni del patrimonio avvenute nel 2025. Non si tratta di un’opzione secondaria o di un mero adempimento burocratico, ma dell’unico strumento legale rimasto per allineare alla realtà economica attuale un indicatore che spesso risulta falsato. L’Isee ordinario 2026, infatti, fotografa redditi e proprietà del 2024: un’era geologica fa per chi ad esempio, nell’ultimo anno, si è trovato a dover prosciugare i risparmi o vendere un immobile, o ha visto crollare il valore dei propri investimenti sotto i colpi dell’inflazione. Senza questo aggiornamento, lo Stato continuerebbe a considerare “ricchi” cittadini che oggi faticano ad arrivare a fine mese, escludendoli ingiustamente da assegno unico, bonus bollette e agevolazioni sui servizi pubblici essenziali.