Roma, 6 apr. (askanews) – Il governo giapponese sta inasprendo le procedure di controllo sullo status di residenza dei dipendenti stranieri di aziende trasferiti in Giappone. Lo riporta il Nikkei, secondo cui saranno svolte verifiche anche nei Paesi in cui i lavoratori hanno prestato servizio in precedenza per accertarne l’effettiva esperienza professionale.

La stretta si inserisce nel rafforzamento dei controlli sui residenti stranieri da parte dell’amministrazione della premier Sanae Takaichi. L’Agenzia di servizi per l’immigrazione ha inoltre avviato un’applicazione più rigorosa di quello che definisce lo status di “trasferimento intra-aziendale”, la categoria di residenza destinata ai dipendenti stranieri trasferiti in Giappone dall’estero all’interno della stessa azienda.

Secondo il quotidiano, questo tipo di visto era stato criticato perché considerato più facile da ottenere rispetto ad altre categorie di residenza. La revisione punta quindi a escludere chi non dispone di una reale esperienza lavorativa.

Alla fine del 2025, circa 20.000 cittadini stranieri si trovavano in Giappone con lo status di trasferimento intra-aziendale. Tra le critiche rivolte al sistema vi era anche l’assenza di requisiti relativi a titoli di studio o ad altre qualifiche.