A partire da marzo, l'occupazione del Libano meridionale e gli attacchi alla capitale Beirut da parte di Israele hanno causato oltre un milione di sfollati. Le famiglie costrette a lasciare la propria casa si rifugiano da parenti, quando possono affittano una sistemazione oppure dormono in auto e all'aperto, mettendo a dura prova le già fragili infrastrutture della regione. Secondo un rapporto dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni, oltre 130mila libanesi si sono trasferiti in Siria. In molti casi queste persone hanno urgente bisogno di cibo, soldi e riparo.Con l'aggravarsi della crisi umanitaria, stanno aumentando anche i flussi di denaro provenienti dall'estero. Gran parte di questo sostegno finanziario non passa dai canali tradizionali degli aiuti, ma viene convogliato attraverso piattaforme digitali fintech a persone fidate sul posto, che poi acquistano gli articoli necessari o distribuiscono i fondi direttamente agli sfollati.Anche se non esiste un set di dati in tempo reale che raccoglie le donazioni legate alla guerra, le rimesse permettono di delineare il contesto generale. Secondo il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (Undp), il Libano ne riceve circa 6-7 miliardi di dollari all'anno, pari a circa un terzo del pil nazionale.In tempi di crisi, questi soldi diventano un sostegno per far fronte all'emergenza. Ciò che è diverso oggi è il modo in cui si muove il denaro, che sempre più spesso viene inviato istantaneamente, in modalità peer-to-peer e attraverso portafogli digitali.Il caso di Wish moneyIn quanto libanese, il mio feed sui social network è inondato da ex colleghi e amici che hanno creato canali per ricevere donazioni e ora condividono le foto delle ricevute o mostrano la destinazione del denaro.Una campagna gestita dall'avvocato libanese Jad Essayli ha raccolto per esempio 65.125 dollari in 10 giorni esclusivamente attraverso i social e i trasferimenti digitali. Quando abbiamo chiesto di indicare le piattaforme che hanno avuto il maggiore impatto, Essayli e altri organizzatori di raccolte fondi hanno citato Whish money, che si affianca ai molti altri servizi usati con questa finalità, come Paypal, Zelle e Venmo.Lanciata inizialmente con un focus sulle carte regalo digitali, nel tempo Whish money si è evoluta fino a diventare una grande piattaforma finanziaria che offre rimesse, trasferimenti peer-to-peer e servizi di pagamento, con oltre due milioni di utenti sparsi tra 110 paesi. "Siamo partiti con la volontà di rivoluzionare la distribuzione delle carte regalo", spiega Toufic Koussa, cofondatore e presidente di Whish money, aggiungendo che l'azienda ha costruito il primo wallet digitale nel 2007 per permettere ai rivenditori di emettere carte digitali su richiesta.Quando le banche smettono di funzionareL'obiettivo principale dell'azienda è venire in soccorso delle persone che hanno un accesso limitato o discontinuo alle banche tradizionali, che sono diventate una priorità con il crollo finanziario del Libano. Mentre la Banca mondiale sottolinea che l'accesso ai servizi finanziari a prezzi accessibili è "fondamentale per la riduzione della povertà e la crescita economica", a livello globale 1,4 miliardi di persone rientrano ancora nella categoria dei cosiddetti “non bancarizzati".In Libano, in una fase in cui le banche congelavano i depositi e limitavano i prelievi, le piattaforme come Whish money hanno colmato un vuoto critico, consentendo alle persone di spostare e accedere al denaro al di fuori dei sistemi tradizionali.Questa infrastruttura ora determina anche il modo in cui si muovono gli aiuti in caso di crisi. Il denaro inviato da famiglie, membri della diaspora o iniziative dal basso arriva direttamente in un portafoglio digitale e può essere speso immediatamente. Su Whish money, i trasferimenti peer-to-peer sono i più popolari, seguiti dalle rimesse internazionali. Koussa fa notare che la piattaforma è ben collegata al sistema bancario statunitense, una caratteristica che consente agli utenti di collegare i conti all'estero direttamente ai wallet in Libano.Oggi, la recente ondata di sfollati sta cambiando le modalità di utilizzo di queste piattaforme. Le famiglie fanno acquisti più consistenti, rifornendosi di beni di prima necessità in un contesto all'insegna dell'incertezza. La spesa alimentare è in aumento perché le persone si preparano al peggio, osserva Koussa.Ma c'è stata anche una crescita notevole del denaro proveniente dall'estero. "Sì, c'è un aumento", dice il presidente di Whish money, che attribuisce la tendenza in parte al Ramadan e all'Eid, ma anche alla semplice volontà di donare.Reti informaliGran parte di questi aiuti sono organizzati in modo informale. Influencer e attivisti fanno da intermediari, raccogliendo fondi dall'estero e distribuendoli a livello locale. Questo sistema dal basso rispecchia quanto già successo nel 2024, durante un'altra serie di attacchi verso il Libano da parte di Israele. “Non è stato il governo, non sono stati i donatori [...], sono state le iniziative personali qua e là a far sì che la gente non morisse di fame”, afferma Koussa.Nonostante l'urgenza dettata dalla situazione, questi flussi di denaro non sono privi di regolamentazione. "Passano attraverso il processo di monitoraggio e [antiriciclaggio]", precisa Koussa, aggiungendo che vengono controllati anche i destinatari dei trasferimenti. La sfida consiste nel trovare un punto di equilibrio tra velocità, accessibilità e le garanzie necessarie per i sistemi finanziari transfrontalieri.Ma la tendenza comporta anche alcuni rischi. In paesi come gli Emirati Arabi Uniti, le raccolte fondi senza licenza – comprese quelle condotte sui social media – sono un reato. In Libano, le donazioni digitali rientrano in una zona grigia di una regolamentazione molto meno rigida.Questione di fiduciaAlla base di tutto c'è la fiducia. Mentre quella nelle banche è ai minimi storici, le piattaforme digitali stanno riempiendo un vuoto sia pratico che psicologico. "La fiducia è la nuova moneta", conferma Koussa.Per oltre un milione di persone sfollate in Libano, questa fiducia non è un concetto astratto. Determina se il denaro inviato dall'estero arriva in modo sicuro, rapido e in una forma utilizzabile immediatamente per soddisfare bisogni urgenti."Stiamo combattendo contro un sistema che ha governato il mondo negli ultimi 400 anni", spiega Koussa. "Credo che i servizi bancari al dettaglio per come li conoscevamo siano finiti. Le banche diventeranno dei canali. La vera innovazione sul fronte del denaro e dell'inclusione sta avvenendo nel fintech".Questo articolo è apparso originariamente su Wired Middle East.
Come i portafogli digitali sono diventati un'ancora di salvezza per oltre un milione di sfollati in Libano
Le persone costrette a lasciare la propria casa dagli attacchi di Israele si rivolgono alla piattaforme fintech per gli aiuti umanitari, bypassando i canali tradizionali






