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Ancora tensioni in Piemonte con gli studenti legati alla sinistra radicale e al centro sociale Askatasuna che hanno assalito i cantieri dell’alta velocità all'alba

Ancora violenza e “lotte” dai No Tav in Val di Susa, che con il ritorno della bella stagione hanno ripreso anche i “campeggi” in Valle per gli antagonisti. A promuovere la tre giorni sono stati il collettivo “No Tav”, il “Collettivo della Garda” e il “Ksa”, ossia il collettivo studentesco di Askatasuna. Il centro sociale, infatti, benché privato della sua sede storica, continua a distendere i suoi lunghi tentacoli torinesi grazie all’ampia rete di militanti.

Per due notti consecutive, gli antagonisti hanno fatto visita ai cantieri dell’alta velocità ferroviaria, che proprio a causa delle continue proteste sono presidiati h24 da anni. Qui si sviluppano costantemente situazioni di guerriglia a bassa intensità e qui gli antagonisti si “esercitano” e fanno pratica per le manifestazioni in città. Nell’ultima notte gli agenti in presidio sono stati costretti ad azionare gli idranti per tenerli lontani dalle recinzioni e dai cantieri, onde evitare che potessero fare irruzione e sabotare i macchinari. Per diverso tempo, nella notte, gli antagonisti hanno praticato la battitura sulla recinzione, scandendo cori contro le forze dell’ordine. “Fuori le truppe di occupazione”, si legge in una delle storie pubblicate online per dimostrare l’attività svolta. “C’eravamo e ci saremo”, si legge in un altro messaggio. E ancora, prima di andare via “buonanotte pezzi di merda”, rivolto agli agenti, da anni vessati da gruppetti formati per lo più da ragazzini annoiati che giocano a fare i rivoluzionari.