Roma, 6 apr. (askanews) – La questione della successione in Corea del Nord entra in una fase nuova e più definita. Secondo la più recente valutazione del Servizio nazionale di intelligence sudcoreano (Nis), la figlia adolescente di Kim Jong Un, Ju Ae, non è più soltanto una possibile candidata teorica, ma può ormai essere considerata l’erede del leader nordcoreano. A riferirlo ai parlamentari, in una sessione a porte chiuse della commissione intelligence dell’Assemblea nazionale, è stato il direttore del Nis Lee Jong-seok, che – secondo quanto riferito da deputati di maggioranza e opposizione all’agenzia di stampa Yonhap – ha parlato di una conclusione fondata non su semplici indizi, ma su “informazioni credibili”.

La formulazione è significativa perché segna l’approdo più netto finora raggiunto da Seoul su un dossier che, per sua natura, resta opaco. Fino a gennaio 2024, il Nis considerava Ju Ae la più probabile tra i possibili eredi; il 12 febbraio di quest’anno aveva poi alzato il livello della valutazione sostenendo che Pyongyang fosse entrata nella fase della sua designazione come erede. Adesso il passaggio ulteriore: Ju Ae, dice l’intelligence sudcoreana, “può essere vista come l’erede”. E’ una progressione lessicale che in Corea del Nord conta molto, perché riflette la lettura di segnali propagandistici, cerimoniali e istituzionali normalmente usati per costruire nel tempo la legittimità dinastica.