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6 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 8:59

Il mercato dell’usato e dell’artigianato digitale sta attraversando una metamorfosi senza precedenti, spinta da una richiesta di maggiore trasparenza che arriva direttamente da Bruxelles. Per i contribuenti italiani, la gestione delle vendite online nella dichiarazione dei redditi non sarà più una semplice formalità, ma il banco di prova di una nuova stagione di controlli incrociati. La direttiva europea DAC7, infatti, ha reso più sfumati i confini tra il “commercio per gioco” e l’attività professionale, trasformando piattaforme nate per la condivisione in veri e propri presidi fiscali.

Fino a pochi anni fa, vendere la propria collezione di fumetti o i vestiti che non entravano più nell’armadio era un’operazione che sfuggiva ai radar dell’erario. Oggi, il paradigma è ribaltato. La normativa DAC7 impone ai colossi del web come Vinted, eBay, Etsy e Subito.it di monitorare i flussi finanziari dei propri utenti e di trasmettere annualmente alle autorità fiscali i dati di chiunque superi le trenta transazioni o i duemila euro di incasso complessivo.