Non si ferma l'allerta legata al consumo di funghi. Dopo il grave episodio che ha coinvolto un'intera famiglia di Pontecorvo lo scorso 26 marzo, la notte appena trascorsa ha registrato un nuovo accesso d'urgenza al Pronto soccorso dell'ospedale "Santa Scolastica" di Cassino. Questa volta a sentirsi male è stata una donna residente in un comune del Cassinate. Il malore è sopraggiunto dopo un pranzo in famiglia durante il quale sono stati consumati dei funghi raccolti durante la stagione e successivamente congelati. Nello specifico, sembra che l'intossicazione sia stata causata dai comuni "chiodini", che hanno scatenato una violenta sindrome gastrointestinale.
I sanitari del nosocomio cassinate hanno immediatamente prestato le cure necessarie, avvalendosi del supporto tecnico dei micologi reperibili dell'Ispettorato micologico della Asl, chiamati a identificare con precisione la tipologia di fungo responsabile del malessere. L'episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza alimentare a soli pochi giorni di distanza dal dramma sfiorato a Pontecorvo. Il 26 marzo sei persone appartenenti allo stesso nucleo familiare erano finite in ospedale in condizioni critiche dopo un pasto conviviale. In quel caso, il gruppo aveva consumato funghi regalati da terzi, tra cui l'Omphalotus olearius, una specie tossica spesso confusa con il ben noto "gallinaccio" (Cantharellus cibarius). Per i sei pazienti era stato necessario il trasferimento d'urgenza a Cassino per trattamenti intensivi e antidoti specifici.







