PENNE Un corpo ritrovato in circostanze ancora da chiarire, con ferite da arma da taglio al torace, segni di presunto strangolamento sul collo e un biglietto di addio che, per i genitori, è pieno di contraddizioni. È il caso giudiziario relativo alla morte di Andrea Costantini, il 38enne di Penne, rinvenuto senza vita all'interno della cella frigorifera di un supermercato di Termoli, il 15 settembre 2025.
Un fascicolo della Procura di Larino, inizialmente archiviato come suicidio, poi riaperto con le ipotesi di istigazione al suicidio, omicidio volontario e omicidio colposo, al momento contro ignoti. A sollevare nuovi interrogativi è la difesa della famiglia, rappresentata dall'avvocato Piero Lorusso, che denuncia «incongruenze» nella gestione dei primi accertamenti, in particolare in relazione al presunto biglietto di addio rinvenuto.
Secondo quanto emerge dalle immagini disponibili, il foglio manoscritto apparirebbe disteso accanto a un computer, perfettamente visibile e privo di piegature. Una rappresentazione che, tuttavia, contrasterebbe con quanto ricostruito dallo studio legale. «Dalle indagini difensive afferma Piero Lorusso risulta accertato che il biglietto d'addio riconducibile ad Andrea Costantini sia stato in realtà rinvenuto nella tasca posteriore dei pantaloni indossati dallo stesso, ripiegato su sé stesso e custodito all'interno di una busta di plastica.






