Potrebbe essere a una svolta il caso di Andrea Costantini, l'uomo che la sera del 15 settembre scorso fu trovato senza vita nella cella frigorifera del supermercato di Termoli (Campobasso) dove lavorava. Le indagini si indirizzarono subito verso la strada del suicidio: il 38enne aveva lasciato un biglietto prima di colpirsi al petto con un coltello, questa almeno era l'ipotesi degli investigatori, tanto che non fu disposta l'autopsia e la salma fu subito rimossa e restituita ai familiari; il negozio teatro della tragedia già il giorno successivo era di nuovo aperto.
Ora la Procura di Larino ha chiesto la riesumazione del corpo dell'uomo, sepolto nel suo luogo d'origine, Penne, in provincia di Pescara, per poter effettuare l'autopsia. Sarà il gip a dover decidere, ma la strada appare scontata.A dare nuovo impulso alle indagini è stata, a ottobre, la denuncia presentata dai genitori di Costantini che non hanno mai creduto all'ipotesi di suicidio e che hanno ipotizzato un delitto, segnalando una serie di anomalie sulla scena della tragedia.
Decisiva ora, per la nuova svolta, è stata la perizia del professor Cipolloni dell'Istituto di medicina legale di Foggia, depositata il 4 dicembre, che parla di "urgenza di procedere in tempi rapidi" a un esame autoptico completo. Su queste basi la Procura ha richiesto l'incidente probatorio.







