Leone XIV, «macigni sepolcrali da rimuovere per la pace, ma non facciamoci paralizzare»
domenica 5 aprile 2026 di Franca Giansoldati
Papa Leone ha scelto la forza di un’immagine, una metafora capace di attraversare il tempo: anche oggi, dentro un orizzonte che appare cupo, ci sono sepolcri sigillati che attendono di essere aperti se il mondo vuole la pace. Dopo il canto dell’Exsultet, mentre la basilica si accendeva di mille luci, ha guidato i fedeli dentro la memoria di quella notte lontana, quando le pie donne trovarono la pietra ribaltata all’ingresso del sepolcro di Cristo.
«Dio vi giudicherà per la morte che avete...
Allora come oggi — ha spiegato — le pietre restano lì, simbolo del peccato: «così pesanti e ben vigilate da sembrare inamovibili».











