ROMA – Unire la sabbia dei rally alla precisione chirurgica dei pixel non è mai stato così reale. Con il progetto Sandrider Experience, Dacia Italia trasforma l'epopea della Dakar in un'esperienza fisica e tecnologica senza precedenti, concepita e realizzata interamente nel nostro Paese. A dare il via alla prima tappa nella Capitale il pluricampione Sébastien Loeb e il suo co-pilota Édouard Boulanger, reduci dal trionfo nel Rally del Portogallo. Il pezzo forte dell'iniziativa è un simulatore in scala 1:1 che sfida le leggi del virtuale. Non una semplice postazione, ma una replica fedele della Dacia Sandrider che ha dominato l'ultima Dakar, con tanto di tracciato reale, per non concedere sconti, della competizione off-road più dura al mondo.

“Sin dall’inizio mi sono reso conto quanto la macchina fosse agile rispetto alle dimensioni, con sensazioni ottime all’interno. Certamente in gara bisogna fare il resto… i competitor non stanno a guardare”, commenta Loeb all’inaugurazione. “Ci sono 3 settimane da passare fianco a fianco: non succede neanche con le nostre mogli - dice Boulanger -. Ci scegliamo per la capacità tecnica, ma sentirsi bene l’uno con l’altro viene dopo. L’empatia è una delle cose aggiunte più preziose, oltre il divertimento. In questo contribuisce tutto”.