Per comprendere il mondo in cui siamo immersi e il significato e l’origine delle guerre israelo-statunitensi contro la potenza terroristica iraniana e le sue articolazioni armate e ideologiche nel Grande Medio Oriente, occorre far riferimento al tentativo delle potenze occidentali che, sotto la forza trasformativa dell’emergente potenza talassocratica indiana, diedero vita sia al cosiddetto Patto di Abramo nel 2020, sia alla creazione della Via del Cotone, sancita nel G20 sempre nel 2020. Non a caso nello stesso anno... Per il precipitare della crisi, in un mondo europeo che non si era accorto di nulla.

È in risposta a tali accordi trasformativi di tutti i rapporti di potenza nell’area del Grande Medio Oriente e del Mediterraneo che, tre anni dopo, si scatenò il pogrom islamista contro lo Stato di Israele. Si trattò, infatti, di un evento terroristico di massa come risposta iraniano-cinese-russa alla minaccia rappresentata dal nuovo corridoio - terrestre e talassocratico insieme - di cui Israele diveniva il punto archetipale nel Mediterraneo Allargato.

Iniziava così a crearsi un nuovo polo di potenza economico militare che, nelle guerre Israelo-Statunitensi contro l’Iran era solo agli inizi e che ora si disvela appieno. Si scatenò un riflesso profondissimo sul prolungamento di potenza possibile per una nazione come l’Italia e che il governo Meloni - va riconosciuto in guida bipartisan - interpretò magnificamente (seguendo la grande tradizione democristiano-socialista in politica estera).