Ad ascoltare le lagnanze della sinistra sul viaggio lampo nel Golfo del premier Giorgia Meloni, sembra di precipitare in quella famosa canzone di Gian Pieretti, Pietre. La ricordate? Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre... e avanti così. Insomma, va bene che l’opposizione deve fare il suo mestiere, che è quello di criticare chi sta in maggioranza, ma a tutto c’è - o dovrebbe esserci - un limite. Perché qui c’è in gioco la sopravvivenza economica non solo del nostro mondo produttivo, ma anche quella di migliaia di famiglie stritolate da caro-benzina e caro-bollette. E allora un po’ di buon senso - almeno in politica internazionale sugli approvvigionamenti energetici - sarebbe più che gradito.
E invece no. Mentre il premier faceva il tour energetico dei Paesi arabi, qui in Italia la sinistra era impegnata a praticare il suo sport preferito: lagnarsi, insultando Giorgia Meloni rea di aver detto una verità sacrosanta: «Noi tuteliamo gli italiani, la sinistra critica dal divano». E allora eccola qui la carrellata dei “nuovi mostri”, politici s’intende. La capogruppo alla Camera del Pd, Chiara Braga non crede «che l’iniziativa di Meloni produrrà un granché. È un’iniziativa che serve soprattutto a rilanciare la sua immagine, la sua proiezione internazionale e allontanarsi il più possibile dal pantano in cui è precipitato il governo dopo la sconfitta al referendum». Poi attacca: «Meloni, dopo una timida presa di posizione, non riesce a dire che la guerra scatenata da Trump e Netanyahu sta provocando danni enormi ai cittadini italiani». Mica vero.








