La giornalista di guerra mercoledì sarà a Genova per lo spettacolo tratto da un suo libro: “Le guerre riguardano ognuno di noi. Fermiamoci”

Francesca Mannocchi

Genova - «Ogni storia, ogni luogo che incontri, ti lascia un tassello che per me è una domanda. Ma l’esperienza di vedere i corpi mutilati dei bambini di Gaza mi ha tolto il sonno». Francesca Mannocchi, giornalista e reporter di guerra, ha un dono prezioso: saper raccontare l’orrore senza mai perdere la delicatezza. Restituendo un’empatia divenuta merce rara in un mondo che si è assuefatto alle guerre.

Mannocchi, mercoledì sarà a Genova per il suo spettacolo Crescere, la guerra. Perché la poesia e il teatro?

«Tre anni fa ho sentito l’urgenza di provare a portare ciò che resta fuori dal racconto giornalistico - spezzoni di video, appunti, note - in una forma orale, con un contatto diretto con il pubblico. Ho mandato un messaggio a Rodrigo e l’alchimia tra la sua musica e la mia esigenza di raccontare la guerra è stata immediata e lineare. È stato il racconto a creare la forma».