Lo hanno trovato malato e abbandonato, lo hanno curato e accolto in casa per oltre due anni. Poi, all’improvviso, una denuncia per furto e una convocazione in tribunale. La storia del gatto Pompom, tra affetto, accuse e vuoti legali, divide due famiglie in Francia.

Un gesto di compassione che cambia tutto

Quella che sembrava una storia di salvezza e affetto si è trasformata in un caso giudiziario complesso. A Augicourt, nella Haute-Saône (Francia), Aimée Raclot e la sua famiglia si trovano oggi al centro di una disputa legale per la proprietà di un gatto randagio, comparso più di due anni fa nel loro fienile in condizioni critiche.

È la stessa Aimée a raccontare l’inizio di tutto: “Più di due anni e mezzo fa lo abbiamo nutrito e curato perché il poverino soffriva di gengivite. Abbiamo dovuto estrargli i denti due volte, sverminarlo, ecc.”.

All’epoca, l’animale non aveva microchip né segni di identificazione. Nessuno si fece avanti per reclamarlo. Per la famiglia Raclot, quel silenzio era una prova evidente: il gatto era stato abbandonato.